Carrello manuale o elettrico?

Un carrello elettrico non ti fa giocare meglio la prima buca: ti fa giocare uguale alla sedicesima. È lì che si vede la differenza, e per questo la scelta dipende molto più dal tuo percorso e dalla tua frequenza di gioco che dal listino.

Quattro domande prima di decidere

  • Quante volte giochi diciotto buche? Sotto un giro a settimana un manuale ben fatto basta e avanza. Da un giro a settimana in su, l'elettrico si fa sentire.
  • Quanto sale e scende il tuo percorso? Su un tracciato pianeggiante ogni elettrico va bene. Su un percorso mosso servono motori che frenino anche in discesa.
  • Quanto spazio hai nel bagagliaio? Misuralo davvero, con il metro, prima di innamorarti di un modello.
  • Come stanno schiena e ginocchia? Se sono un problema, la domanda è già risolta.

Il DHC, ovvero la discesa

DHC sta per DownHill Control: le ruote restano collegate ai motori anche in discesa, quindi il carrello mantiene la velocità impostata invece di prendere l'abbrivio e trascinarti a valle. Su un percorso collinare, e in Italia sono la maggioranza, è la funzione che fa la differenza fra un carrello che aiuta e uno che va tenuto a freno con il polso.

Su alcune gamme lo riconosci a colpo d'occhio dalle gomme: i modelli senza DHC montano pneumatici lisci, quelli con DHC un battistrada tassellato. Su altri marchi il DHC è di serie su tutta la linea, quindi la regola non vale sempre: nel dubbio chiedilo e basta.

Carrello da golf manuale a tre ruote bianco, aperto
Manuale a tre ruote: leggero, chiusura compatta, nulla che si possa scaricare.
Carrello da golf elettrico con display e batteria al litio
Elettrico: display, batteria al litio estraibile e, su alcuni modelli, telecomando.

I due mondi a confronto

ManualeElettrico
Peso6-9 kg9-14 kg con batteria
Ingombro da chiusopiatto, entra quasi ovunquepiù voluminoso, va misurato
Manutenzioneruote e cuscinettiruote, motori, elettronica, batteria
Costo di gestionepraticamente nulloricarica e, dopo qualche anno, batteria
Quando convieneuno o due giri a settimana, percorso pianeggiantegioco regolare, percorso mosso, schiena o ginocchia delicate

Batteria e autonomia

Ormai si trovano solo batterie al litio: non richiedono manutenzione, non soffrono l'effetto memoria e durano diverse stagioni. I costruttori dichiarano l'autonomia in buche, e la maggior parte dei modelli standard copre 18 buche con margine; le versioni maggiorate arrivano a coprirne 36. Se il tuo percorso è collinare o il terreno è spesso bagnato, considera che il consumo reale sale sensibilmente rispetto al dato dichiarato.

Per la pausa invernale la regola è semplice: non riporre mai la batteria scarica. Lasciala intorno a metà carica, in un locale asciutto e non gelido, e ricaricala ogni due o tre mesi. È il modo più economico di allungarle la vita di un paio d'anni.

In aereo la batteria resta a casa. Le batterie al litio oltre 160 Wh non sono ammesse né in cabina né in stiva, e quasi tutte le batterie da carrello superano quella soglia. Se viaggi spesso con le mazze, valuta un manuale leggero come secondo carrello.

Telecomando, GPS e accessori

Il telecomando è comodo sulle partenze in salita e quando devi spostare il carrello mentre cammini verso il green, ma aggiunge peso, prezzo e un'altra cosa da caricare. Alcuni modelli integrano GPS e display con le distanze; altri preferiscono lasciare libero il supporto per il telefono o per il tuo orologio GPS.

Quello che davvero userai a ogni giro sono gli accessori base: portaombrello, portabicchiere, supporto per lo score e borsa da trasporto per non sporcare il bagagliaio. Quasi mai sono inclusi, ed è giusto metterli in conto fin dall'inizio.

In sintesi

  • Sotto un giro a settimana, un buon manuale è la scelta razionale.
  • Su percorso collinare, il DHC non è un optional.
  • Misura il bagagliaio prima di scegliere il modello, non dopo.
  • La batteria si conserva a metà carica, mai scarica.

Se hai già in mente da che parte stare, parti dai carrelli manuali oppure dai carrelli elettrici.