Le taglie dell'abbigliamento da golf

Nell'abbigliamento da golf convivono due scale diverse: i marchi americani con S, M, L generosi e quelli europei con la taglia numerica. L'unico modo per non sbagliare è ragionare in centimetri.

Perché le taglie non tornano mai

I marchi americani — Under Armour, adidas, Puma, FootJoy, Nike — usano lettere e tendono a vestire abbondanti, con vestibilità sportiva sulle linee performance. I marchi europei e scandinavi — Chervo, Daily Sports, Colmar, Röhnisch, Alberto — usano più spesso la numerazione IT o DE e tagliano più aderente.

Peggio ancora, la corrispondenza fra lettera e numero non è costante nemmeno all'interno dello stesso marchio: capita che una 54 sia dichiarata L da un produttore e XL da un altro. Le misure in centimetri, invece, non mentono mai.

UomoTaglia ITToraceVita
S46-4892-96 cm78-82 cm
M48-5096-100 cm82-86 cm
L50-52100-105 cm86-92 cm
XL52-54106-112 cm92-98 cm
XXL56-58112-118 cm98-105 cm
DonnaTaglia ITSenoVita
XS3882-85 cm64-67 cm
S4086-89 cm68-71 cm
M4290-93 cm72-75 cm
L4494-98 cm76-80 cm
XL4699-103 cm81-85 cm
Polo da golf da donna blu navy
Sulla polo il punto critico non è il petto ma la spalla: se tira quando incroci le braccia, in campo tirerà di più.

Pantaloni: due numeri, non uno

I pantaloni da golf dei marchi anglosassoni si dichiarano in pollici: il primo numero è il girovita (in genere da 30 a 38), il secondo la lunghezza interna della gamba, dove 32 pollici è la misura regular e 34 la long. I marchi europei usano invece la taglia numerica con una lunghezza fissa, pensata per essere accorciata dal sarto.

Occhio ai tessuti tecnici con elastan: partono aderenti e cedono di mezza taglia dopo qualche lavaggio. Se sei fra due misure su un pantalone elasticizzato, prendi la più piccola.

Pantaloni da golf da uomo neri
Il pantalone da golf deve poter salire quando ti pieghi sul putt: prova a sederti prima di togliere il cartellino.

La prova che conta: lo swing, non lo specchio

Un capo da golf va giudicato in movimento. Indossalo e simula un backswing completo: la polo non deve tirare sulla scapola né sfilarsi dalla cintura, la manica non deve stringere il bicipite nel finish, il pantalone deve permetterti di piegare le ginocchia senza salire alla caviglia. Se un capo passa questo test, la taglia è giusta anche se la lettera non è quella che porti di solito.

Strati, non spessori

In primavera e in autunno si gioca a strati: intimo termico aderente, polo o mezza zip, e sopra un gilet o una giacca antivento. Ricordati che ogni strato mangia mobilità: se prendi la giacca della stessa taglia della polo, con il maglione sotto non chiuderai lo swing. Le giacche antipioggia si prendono in genere della taglia normale, perché sono già tagliate larghe per lasciare spazio agli strati.

Misura un capo che già ti sta bene. Appoggialo su un tavolo, misura la larghezza sotto le ascelle e raddoppiala per ottenere la circonferenza del torace, poi confronta con la tabella in centimetri della marca. È l'unico metodo che funziona quando passi da un marchio americano a uno europeo, e ti risparmia quasi tutti i resi.

In sintesi

  • I marchi americani vestono più larghi di quelli europei: la lettera da sola non basta.
  • Lavora in centimetri, torace e vita, non con S/M/L.
  • Sui pantaloni servono due numeri: girovita e lunghezza gamba.
  • Il test è il backswing, non lo specchio.

Trovi tutte le linee nella sezione abbigliamento, con le tabelle taglie del produttore su ogni scheda.